venerdì 27 agosto 2010

Verso la terapia

Eccomi! Ciao a tutti!
Credo sia arrivata l'ora di parlarvi di come curare questa dipendenza. In particolare, oggi tratterò dell'avviamento del giocatore verso una struttura che lo potrà aiutare a superare questa "fase di crisi".
Innanzitutto mi preme sottolineare che nella maggior parte dei casi non è il giocatore a chiedere aiuto bensì sono i familiari. Infatti circa il 39,6% delle domande di aiuto viene posta dal coniuge, il 24,5% dal giocatore stesso e il restante 36,9% è chiesto dagli amici, genitori, fratelli o figli.
 Il primo contatto con la struttura o l'associazione avviene di persona oppure via mail o telefonicamente ed ha come obiettivo principale quello di raccogliere informazioni personali del giocatore come l'età, il domicilio ecc... e fornire informazioni alla famiglia/giocatore sulla struttura. Inoltre verrà concordato la data per un primo colloquio vero e proprio.
Il primo colloquio, che si tiene nella struttura, avviene di solito tra familiare o giocatore oppure entrambi e l'educatore professionale. L'educatore professionale, in questo momento, raccoglierà la storia anamnestica del giocatore e formulerà l'analisi della domanda ossia annoterà chi è presente al colloquio, quali sono le motivazioni che hanno spinto il giocatore/familiare a chiedere aiuto, rileverà, inoltre, la motivazione al cambiamento del giocatore e le sue aspettative. Indagherà anche sulla disponibilità al coinvolgimento e alla partecipazione della famiglia al progetto. Infine, l'educatore, durante il primo colloquio inizierà a illustrare e a proporre al giocatore le varie attività alle quali potrà prendervi parte. Le attività che l'educatore potrà proporre sono la psicoeducazione e la coinvolgimento del giocatore ai gruppi terapeutici.
Ma di questo ve ne parlerò nel prossimo post!
A presto!

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