giovedì 2 settembre 2010

La psicoeducazione

Eccomi!
Sono tornata, scusate l'assenza ma ero a letto con la febbre!Bene, dove eravamo rimasti?Ah si, alla psicoeducazione.
La psicoeducazione è una tecnica del campo dell'educazione degli adulti che ha l'obiettivo di aiutare, in questo caso, le persone con dipendenza da gioco d'azzardo patologico, a venire a conoscenza di una serie di informazioni in modo chiaro e preciso, al fine di acquisire capacità di gestione della patologia e delle sue conseguenze. La psicoeducazione è molto utile in quanto si è visto che tanto più una persona è consapevole della propria malattia e delle conseguenze che ha nella propria vita, tanto più è in grado di controllarla. La psicoeducazione motiva, di solito, alla riflessione su di sé, e, nei casi più favorevoli, alla terapia.
 Questa tecnica può essere rivolta sia al giocatore ma anche alla sua famiglia. Il programma di psicoeducazione potrà essere diviso in tre parti:
  • Nella prima parte del programma vengono trattati i seguenti temi: cosa è successo con il gioco; quali sono state le conseguenze; quali sono gli obiettivi e le aspettative per il futuro; come è iniziato il gioco e come si è stabilizzato
  • Nella seconda parte del programma vengono, invece, trattati il che cosa siano la fortuna, il caso e l'azzardo; il ruolo del denaro; il perchè la gente gioca d'azzardo; quali pensieri precedono, accompagnano e seguono il gioco. Vengono inoltre delineate le prime misure da prendere nei confronti della propria dipendenza come l'astinenza, il controllo del denaro e il registo dei debiti
  • Nella terza parte del programma, i temi permettono al paziente di imparare qualcosa: sul fatto che la persona si chieda che cosa vuole nella vita; sulla necessità di ritrovare il suo posto in famiglia e di coltivare gli interessi di un tempo; sull'importanza di una psicoterapia e di una terapia; sull'importanza della ricaduta e sulle misure da prendere in caso di una ricaduta. Alla fine di questa terza parte viene consegnato un questionario di valutazione che permettere di verificare le conoscenze acquisite.
A mio avviso la psicoeducazione risulta essere un buon strumento per risolvere almeno in parte il disturbo, in quanto, grazie alla presa di coscienza della malattia, il giocatore potrà iniziare a modificare il suo comportamento.

A presto!

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