Buongiorno a tutti!
Oggi volevo proporvi un articolo interessante che tratta del gioco d'azzardo, in particolare del seminario che si è tenuto a Castelfranco Veneto il 3 settembre 2010. L'articolo è tratto dal quotidiano "la tribuna di Treviso".
"CASTELFRANCO. Il gioco d’azzardo per loro era diventato una necessità. Non potevano più rinunciare ad andare al casinò. In poco tempo lì hanno speso tutto quello che avevano, i loro risparmi. E alla fine quando non avevano più soldi da parte sono arrivati a vendere la casa per pagare le giocate. Questa la tragica storia di gioco patologico riguarda una coppia di anziani che al casinò si è «mangiata» una somma da capogiro: 300 mila euro ovvero il valore della loro casa venduta per pagare debiti di gioco. Questo è solo uno dei casi di cui si è parlato ieri mattina al San Giacomo in occasione del seminario organizzato dall’Usl 8 dal titolo Il gioco d’azzardo patologico - nodi critici dell’intervento territoriale». I dati diffusi in merito ai casi di giocatori patologici, persone incapaci di rinunciare al gioco diventato per loro ormai una malattia, sono davvero preoccupanti. Nel 2009 sono stati un’ottantina i pazienti curati dagli specialisti dell’ambulatorio specializzato per il gioco d’azzardo dell’Usl 8 diretto da Graziano Bellio, direttore del Dipartimento per le tossicodipendenze dell’Usl. Metà di questi provengono da territori di competenza di altre Usl. Ieri medici e operatori sanitari si sono ritrovati per fare il punto della situazione su di un fenomeno sempre più allarmante a livello regionale. Presenti in mattinata anche l’assessore regionale Remo Sernagiotto e il direttore generale dell’Usl Renato Mason. Durante il seminario è stato presentato il progetto «Jackpot», realizzato dalla Regione per contenere il fenomeno del gioco d’azzardo patologico. Hanno aderito 12 Dipartimenti per le Dipendenze del Veneto, 20 servizi pubblici e del privato sociale per le dipendenze e 40 operatori con professionalità diversa, i quali avranno il compito di programmare due incontri di sensibilizzazione nel proprio territorio: uno rivolto ai medici di medicina generale che rappresentano i primi interlocutori delle famiglie in difficoltà e uno con le assistenti sociali dei comuni, coinvolte spesso in relazione a richieste economiche e aiuti finanziari urgenti che si rivelano essere conseguenze del gioco patologico. All’interno dello stesso progetto «Jackpot» è previsto un secondo obiettivo: la realizzazione di una guida di auto protezione che possa essere messa a disposizione dei servizi per l’erogazione di trattamenti brevi a favore dei giocatori meno gravi. La guida di auto protezione vuole essere uno strumento agile e pragmatico dove il giocatore, che chiede aiuto, possa trovare informazioni e indicazioni su come affrontare le prime criticità nell’astensione al gioco, orientamenti e azioni da intraprendere per non ricadere nel ciclo del comportamento di dipendenza, correzioni comportamentali per proteggere denari e beni e azioni per allontanare luoghi e occasioni di gioco".
(http://www.tribunaditreviso.it/)
A presto!
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